Il Fuoritempo di Canale d’Alba si arricchisce di una nuova opera d’arte pubblica. Si intitola “Mi farò strada tra cento miliardi di stelle” ed è il grande murale realizzato dal collettivo artistico Guerrilla Spam sulle pareti esterne del locale, un intervento concepito come percorso di avvicinamento ad Alba Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2027.
Un’opera dedicata al tempo
“Mi farò strada tra cento miliardi di stelle” si sviluppa sui due lati esterni dell’edificio e affronta poeticamente il tema dello scorrere del tempo.
Sul lato sinistro, un personaggio tenta di raggiungere il sole percorrendo una linea luminosa a spirale, antico simbolo del movimento perpetuo dell’astro, fino a un sole rosso e bianco che illumina oltre un portale.
Sul lato opposto, invece, viene rappresentato il nostro mondo artificiale: un intricato labirinto di ingranaggi e orologi meccanici ispirati ai manoscritti dello scienziato arabo Al-Jazar, nei quali ingegneria ed estetica cercavano di riprodurre il tempo della natura.
L’intervento è stato commissionato da Fuoritempo con il contributo e la collaborazione del proprietario dell’immobile Pier Maccagno e nasce con l’obiettivo di sottolineare il ruolo che l’arte pubblica può assumere anche lontano dai grandi centri urbani, valorizzando il territorio in vista del 2027.
Chi sono i Guerrilla Spam
A firmare l’opera è Guerrilla Spam, collettivo nato a Firenze nel 2010 attraverso azioni spontanee di affissione urbana e oggi attivo tra street art, muralismo, installazioni e workshop in Italia e all’estero.
La loro ricerca privilegia l’uso dello spazio pubblico come luogo di relazione, intervenendo in contesti molto diversi tra loro: scuole, comunità minorili, istituti penitenziari, fondazioni come Cittadellarte – Fondazione Pistoletto e importanti musei, tra cui il MAMBo di Bologna, il MACRO di Roma e la Galleria Archeologica di Palazzo Reale di Torino.
Il loro linguaggio visivo fonde cultura alta e popolare, Oriente e Occidente, mettendo in dialogo incisioni rupestri europee, arte murale africana e avanguardie degli anni Settanta, dando vita a uno stile immediatamente riconoscibile.
L’inaugurazione e i suonatori di conchiglia
L’inaugurazione si è svolta il 16 giugno alla presenza delle autorità locali e di rappresentanti del mondo dell’arte e della cultura del territorio.
La serata si è aperta con un originale concerto di suonatori di conchiglia, performance scelta in dialogo con il significato dell’opera: nel murale compare infatti un gatto intento a suonare una conchiglia, richiamo a un’antica tradizione roerina legata al periodo pasquale e alla scansione del tempo tra le vigne.
A seguire, gli ospiti hanno partecipato a un’apericena all’interno del locale, dove era allestita una mostra temporanea di orologi d’epoca che ha offerto l’occasione per confrontarsi direttamente con gli artisti.





