"Mi farò strada tra cento miliardi di stelle"
L'opera murale di Guerrilla Spam al Fuoritempo di Canale
L'opera
"Mi farò strada tra cento milioni di stelle"
Canale, 2026 Acrilico e smalto su intonaco
Il movimento del sole da sempre regola il tempo degli uomini. Ha una duplice funzione: riscalda (per questo è rosso) e illumina (quindi bianco), e la sua luce crea le ombre che ci fanno comprendere lo scorrere del tempo.
Sul lato sinistro dell’edificio un personaggio cerca di raggiungere il sole “facendosi strada” su una linea luminosa che è anche spirale, per gli antichi simbolo del perpetuo movimento del sole e del tempo, dalla Sardegna al Nord Europa sino alla Mesopotamia. Il sole sta “al di là” di un portale scandito da due colonne, lo possiamo vedere e ne percepiamo il calore ma appartiene ad un altro mondo.
Sull’altro lato dell’edificio, “al di qua”, si trova il nostro mondo, fatto di ingranaggi, ruote, meccanismi e orologi: sono il nostro tentativo artificiale di imitare il mondo naturale, l’evoluzione meccanica delle meridiane, dei primi strumenti rudimentali per contare il tempo. Questi ingranaggi sono ripresi dai manoscritti arabi di Al-Jazarī che unendo ingegneria, estetica e divertimento cercavano di imitare l’impossibile.
Un piccolo dettaglio: al margine della scena un gatto suona una conchiglia; è un richiamo profondo che segna il tempo, batte l’ora, avverte che qualcosa sta per accadere e tutti noi lo possiamo sentire.

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